La bufala del reddito di cittadinanza che alimenta la disoccupazione

No, non è vero che la tanto strombazzata mancanza di lavoratori dipenda dal Reddito di Cittadinanza (RdC) e questo ce lo confermano i dati ISTAT e INPS.

Prima di tutto va chiarita una cosa: il RdC viene percepito soprattutto da chi si trova in una situazione di miseria e che non può essere inserito nel mercato del lavoro. Quasi la metà delle 3,5 milioni di persone che, nell’aprile di quest’anno, hanno ricevuto mediamente circa 550 euro non presentano le condizioni per poter svolgere un lavoro. Parliamo di bambini e minori di età, di donne sole a bassa istruzione e con due o più bambini a carico, o di persone che devono assistere familiari non autosufficienti, o di persone con disabilità o, infine, di persone sopra i 60 anni di età, a bassa scolarità e con una lunga esperienza di disoccupazione.

Insomma, la metà dei beneficiari è incollocabile e non potrebbe mai rinunciare alle poche centinaia di euro del RdC con le quali acquistare solo il minimo indispensabile per sopravvivere, come il cibo e il pagamento delle bollette. L’altra metà dei beneficiari del RdC – i collocabili – si trova in una situazione di perenne limbo tra occupazione e disoccupazione a causa sia di fattori personali che sociali. Infatti quasi il 90% di questo gruppo di persone, e che sono state indirizzate ad un centro per l’impiego, o non ha mai lavorato in vita propria o lo ha fatto per brevissimi periodi e si trova in una situazione di disoccupazione da più di 2 anni.

Per la gran parte parliamo di giovani donne a bassissima qualificazione, o di persone che non svolgono né percorsi scolastici e neppure di formazione professionale e che vivono soprattutto nel sud Italia, dove il mercato del lavoro è asfittico ed è molto difficile poter stabilizzarsi con una occupazione regolare e con un salario decente.

D’altronde, già un anno fa era parso chiaro che solo circa il 3% dei beneficiari del RdC aveva potuto trovare lavoro e questo perché, al di là delle carenze nei progetti di inserimento lavorativo, l’errore che è stato fatto dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle è stato quello di pensare alla povertà assoluta come un fenomeno che si sarebbe potuto risolvere facilitando l’accesso al mercato del lavoro (“Abbiamo sconfitto la povertà!”), ma questo si è rivelato essere pura propaganda sulla pelle dei più poveri. Per tutto questo, il RdC va potenziato e difeso da chi vuole strumentalmente usarlo come un argomento di battaglia politica per diminuire i sostegni ai più poveri, a quelli con meno diritti e con meno possibilità di entrare nel mercato del lavoro.

Fonti:

– Reddito di Cittadinanza. Rapporto annuale 2020 relativo all’anno 2019.

INPS, Osservatorio statistico sul reddito e pensione di cittadinanza, Report trimestrale Rei-RdC-Rem Aprile 2019- Marzo 2021.

Lavoce.info, Francesco Giubileo e Francesco Pastore, “perché chi riceve il reddito di cittadinanza non trova lavoro”, 30/07/2020.